Il mantra Soham

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osho e mantra sohamAnche il silenzio ha un suono, lo sapevate?
Quello a cui mi riferisco è che il suono come tale non esiste in natura, l’ho già detto in un precedente articolo, esiste solo la percezione del suono, perché in fondo quello che sentiamo non è altro che il risultato dello sfregamento di molecole della materia, che di per sé non è suono.
Quando non vi sono elementi sufficienti all’esterno per farci sentire qualcosa, abbiamo il silenzio.

 

Anche se non arriva niente da fuori, noi siamo comunque lì, quindi potremmo percepire qualcosa al nostro interno, anzi è a maggior ragione in quel momento che lo possiamo fare. Proprio perché non siamo distratti dalle cose esterne, possiamo concentrarci e riuscire a sentire il suono del nostro respiro, il battito del nostro cuore, oppure addirittura il movimento del sangue vicino nelle vene vicino alle orecchie.
Un antico mantra indiano recita Soham, “Io sono quello”. Chi entra davvero dentro di sé con la meditazione percepisce questa sensazione, si riconosce nel divino. E’ inutile ripeterselo mentalmente per convincersene. Accade e basta, quando riesci a raggiungere il vero silenzio, non percepisci i rumori esterni, addirittura non percepisci il tuo stesso pensiero e allora arriva questa sensazione di completezza e senti Soham, il suono della vita.
Soham non è una parola appartenente a una lingua, è un suono onomatopeico, è la musica del nostro respiro. Tutti lo possono sentire se si calmano e si rilassano. Ci si siede in silenzio e si percepisce quel suono: “Soham, soham…” ecco il suono del respiro.
Se vi trovaste in una camera completamente insonorizzata da soli, state certi che rimarreste stupiti nel sentire quel suono, perché è sempre lì, ma noi siamo troppo distratti dalle cause esterne. In questo caso sarebbero state create le condizioni del silenzio in modo artificiale. Il modo naturale è quello di allenarsi a non percepire il resto e concentrarsi solo sul respiro, questa è una forma di meditazione che mira a ricongiungerci con l’essenza della vita e tramite essa farci assaporare, anche solo per un attimo la comunione con il divino. Lo si può fare in tanti modi. Con la preghiera, con l’estasi dell’arte, con il ballo. Tutte le maniere cercano di escludere il mondo esterno per concentrarsi su quello interno e trovare lì quello qualche certezza che non conosciamo o che abbiamo perduto.
Il respiro o il sangue che scorre nelle vene rappresentano il flusso della vita, dell’energia vitale, ci fanno avvicinare sempre più al Reale: “Soham, io sono Quello”.

(Articolo ispirato agli insegnamenti del maestro spirituale chiamato OSHO.)

By WENZ

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