Nada Yoga: raga Shudda Saveri, per la gioia

nada yoga, raga shudda saveriNella pratica della meditazione si ricerca un controllo sulla propria mente e sul proprio corpo. Per arrivare a quest’obiettivo, si può iniziare concentrandosi su un oggetto, e riportando l’attenzione su questa cosa ogni volta che la mente si distrae con pensieri vari che vengono sul momento. Nel nada yoga, l’oggetto della meditazione è la musica, il che è due volte funzionale, in quanto si unisce la pratica dell’attenzione al beneficio derivante dalle vibrazioni della musica che risuonano in chi medita con tale metodo. Si può ascoltare, suonare o meglio ancora cantare la musica più adatta.

Naturalmente non tutte le musiche sono uguali. In questo caso, vi propongo una scala (raga) indiana chiamata “Shudda Saveri”. E’ una scala pentatonica, ma un po’ diversa da quella più tradizionalmente usata in occidente, di cui ho già parlato. In realtà è un modo di quest’ultima. Per sapere che note utilizzare, pensiamo di prendere la scala pentatonica che conosciamo di DO (DO-RE-MI-SOL-LA) e invece di partire da DO, partiamo da SOL ottenendo: SOL-LA-DO-RE-MI. Quindi se manteniamo un pedale (nota bassa che rimane fissa) di SOL, e cantiamo queste note, stiamo cantando la scala Shudda Saveri.

La meditazione con Shudda Saveri aiuta a ritrovare la gioia profonda. La gioia è accompagnata da apertura nei confronti degli altri esseri viventi. Il compito di noi umani è legato ad aprire il cuore evitando la chiusura e l’isolamento. Sul piano fisico la risonanza di questa scala sarà nella zona del cuore e delle braccia.

Sillabe da cantare sulle note: Sa (Sol); Ri (La); Ma (Do); Pa (Re); Dha (Mi); Sa (Sol)

Pratica: seduti in posizione comoda con la schiena ben dritta (se le conoscete utilizzate una posizione yoga), rilassarsi con qualche respiro profondo. Portate l’attenzione al respiro. Quando siete ben rilassati, cominciate a intonare la scala accompagnandovi con uno strumento (chitarra o tastiera), oppure suonate solamente o ascoltare. Concentratevi sulla musica e sulle vibrazioni che risuonano nel petto. Cantate la scala ascendente e discendente. Dopo qualche volta provate a intonare melodie improvvisando. Accompagnarsi con la nota SOL bassa.

Es: Sa, Ri, Ma, Pa, Dha, Sa – Sa, Dha, Pa, Ma, Sa – Sa, Ri, Sa, Ri, Sa, Ri, Ma, Ri, Sa…

Ricordatevi che non ci sono errori e date pure sfogo libero alla vostra creatività, anche saltando da una nota all’altra, quando ve la sentite. L’importante è procedere piano piano aggiungendo nuove idee, giorno dopo giorno…

Bene, allora buona meditazione suonata e cantata con Shudda Saveri e tanta gioia a tutti!

by Wenz

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