Qual’è la miglior sorgente per un suono curativo?

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Qual'è la miglior sorgente per un suono curativo?Il tema delle frequenze curative è uno dei più letti e discussi di questo blog. Tra i tanti dubbi che i lettori mi sottopongono c’è quello di quale sorgente sia più adatta per ascoltare le frequenze che si intende utilizzare.

Scrivo questo articolo perchè ho ricevuto alcune richieste in proposito e anche perchè questo era un tema di cui volevo parlare da tempo. Prima però vorrei fare una breve premessa.

Innanzi tutto voglio precisare che io non sono un esperto di cimatica e di frequenze curative, ma solo un appassionato che condivide le sue esperienze e scoperte attraverso le proprie opere musicali ed articoli. Inoltre ci tengo a precisarlo, le frequenze curative non sono una pillola che si prende quando esiste un problema. Anzi, mi sento di dire che la logica, che ci arriva dalla farmacologia, del “rimedio” adatto ad ogni disturbo è un pò pretenziosa. La verità è che ogni cosa dovrebbe sessere vista come un’esperienza per cambiare, cioè come un processo, in quanto siamo tutti diversi e non è detto che ciò che vale per una persona valga poi necessariamente per un’altra. Vi consiglio a questo proposito un mio precedente articolo sulle frequenze che curano.

Detto ciò, torniamo al tema delle sorgenti sonore. In passato ho avuto modo di dire che il suono ha delle qualità, e che non esiste in natura una frequenza sonora pura, ma che per un suono di base se ne hanno altri minori che sono in rapporto matematico con esso. Questi suoni sono gli armonici e concorrono a definire il timbro e la qualità del suono che udiamo.

Forse un sintetizzatore può emettere un suono puro, ma ricordiamo che le vibrazioni funzionano anche attraverso il fenomeno dell’entrainment, per cui una frequenza superiore ne può attivare una inferiore e viceversa. In questo senso ecco che i suoni armonici acquisiscono una certa importanza.

Bene, vediamo ora quali sono le qualità delle sorgenti sonore.

La prima scelta per efficacia è sempre il suono dal vivo. Qualsiasi sia lo strumento o la sorgente da cui ci arrivano le frequenze, le registrazione o il campionamento, o peggio la sintesi elettronica, non possono, almeno per ora, riprodurre fedelmente tutte le informazioni contenute nell’onda sonora.

Inoltre dal vivo è possibile entrare in contatto fisico con la sorgente del suono, ad esempio tenendo in mano una chitarra, oppure appoggiando una campana tibetana al proprio corpo, oppure cantando.

Detto ciò, ecco la mia personale classifica:

1 – Sicuramente cantare una frequenza, una scala o un suono curativo come un mantra, è la miglior cosa che si possa fare per ottenere il massimo. Meglio ancora se il canto è armonico, in quanto si avranno i benefici del contatto fisico, mettendo in vibrazione tutto il corpo, con il maggior numero di armonici. In questo senso le pratiche del Nada Yoga, o di altri simili canti curativi, sono le migliori.

2 – Le campane tibetane, le campane di cristallo, o altri mezzi usati nel massaggio sonoro.

3 – Suonare uno strumento acustico come la chitarra o un flauto, meglio se entra in contatto con il proprio corpo. Molti musicoterapeuti fanno sdraiare i loro pazienti su un pianoforte a coda.

4 – Assistere a una sessione musicale curativa dal vivo, o a un concerto.

5 – Registrazioni audio, o suoni campionati, di ottima qualità a 24 bit

6 – Registrazioni audio, o suoni campionati, di buona qualità a 16 bit (Audio CD)

7 – Suoni sintetizzati o MP3

Con questo non voglio dire che ascoltare un MP3 non serve a nulla, ma solo che non è il sistema più efficace. Dopo di che, se per esempio si canta assieme ad un MP3, già l’efficacia è migliorata.

by Wenz

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