Linguaggio parlato e musica: cos’hanno in comune?

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Articolo su  linguaggio parlato e musicalePer molte persone accostare la musica a un linguaggio non è così semplice, dato che i suoni musicali, privati della parola, non avrebbero apparente significato. Ma è davvero così, oppure è solo una conclusione superficiale?

 

Probabilmente una società poco avanzata può ritenerla corretta, ma fortunatamente non è così. I componenti minimi del linguaggio (fonemi) non posseggono significato, lo assumono solo quando vengono assemblati per creare i morfemi, che sono appunto i più piccoli componenti del linguaggio parlato che hanno significato. Essi stessi si uniscono per creare parole o frasi.

Una cosa simile avviene anche nella musica, dove le note, prive di significato, sono usate per creare intervalli e accordi, cioè il materiale che costituisce frasi e temi musicali. A prima vista però, il parallelismo tra musica e linguaggio parlato si fermerebbe solo ad una simile struttura, ma rimane l’assenza di significato oggettivo della prima.

Grazie allo sviluppo degli studi semiotici, si è evidenziata la relazione vera che c’è tra la parola e il suono.

Entrambi sono sistemi di comunicazione universale fra gli uomini che usano lo stesso canale (uditivo – vocale). Si possono produrre illimitate frasi ed entrambi hanno una versione scritta. Ma la cosa più importante è che si possono distinguere elementi comuni come la fonologia (componenti del linguaggio), la sintassi (regole per combinare gli elementi di base) e una semantica (attribuzione di significato ai prodotti del linguaggio).

La vera diversità è che la parola è un veicolo sonoro attraverso il quale si trasporta un significato che le è stato attribuito dalla società che l’ha sviluppata. Quindi può essere compreso solo da persone appartenenti a quella società, o persone che conoscono quella lingua. In altre parole non esiste linguaggio parlato svincolato dalla cultura (se non per lingue antichissime).

La musica è priva del senso attribuitole dalla cultura, oppure ne è parzialmente caratterizzata, mentre è pregna di un significato ancestrale che viene immediatamente recepito della nostra intelligenza emotiva, che è una parte di noi ben più profonda della mera razionalità.

Chi legge questo blog sa benissimo quanti studi scientifici dimostrano che il linguaggio musicale è recepito emotivamente allo stesso modo da persone di culture molto differenti (come ad esempio gli occidentali e i popoli primitivi). Si può andare oltre dicendo che il suono è un linguaggio superiore, in quanto è compreso non solo da uomini di diversa cultura, ma almeno parzialmente, anche dagli animali.

In conclusione si può dire che capire la profondità del linguaggio musicale è una qualità di una società molto avanzata, che non si ferma alle apparenze sciocche di chi crede che senza parola non si può comunicare, ma comprende le molteplici possibilità insite nella comunicazione che può parlare anche a intelligenze diverse, come quella emotiva per esempio.

 

by Wenz

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