Musica in fasce: una ricerca sostiene la sua efficacia

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Musica in fasce: una ricerca sostiene la sua efficaciaRicordate il discusso “effetto Mozart”, di cui ho parlato già in alcuni articoli? Riguardava ricerche scientifiche che intendevano dimostrare come l’ascolto dei brani del compositore austriaco migliorasse le abilità cognitive.

 

Ora, una ricerca su mente e sviluppo mentale pubblicata sulle riviste scientifiche Developmental Science e Annals of the New York Academy of Sciences da Laurel Trainer, si spinge fino a sostenere che anche i più piccini, che ancora non camminano, hanno un beneficio che va ben oltre il solo divertimento derivante dal battere la manina su un tamburello per seguire il ritmo di filastrocche e ninne-nanne. Diventerebbero così più positivi e comunicativi.

L’udito è il primo senso che si sviluppa nel feto, e non mi stupisce che già così piccoli, i bambini traggano grandi benefici dall’attività musicale. Infatti, proprio di questo si tratta: devono partecipare attivamente alla musica, non solo ascoltare. E’ l’interazione con la musica che conta, come avviene per alcune scuole musicali di musica in fasce, o nel metodo Gordon, ad esempio.

L’ascolto della musica non è sufficiente, i bambini devono partecipare attivamente alle lezioni musicali canticchiando o battendo il ritmo su strumenti a percussione. Tra i due approcci vi sono infatti differenze secondo i ricercatori del canadese McMaster Institute for Music and the Mind. questi hanno osservato per sei mesi le reazioni e il comportamento di bambini di meno di un anno che frequentavano, insieme ai genitori, lezioni di musica interattive, oppure giocavano in un ambiente con un sottofondo musicale. I piccoli che svolgevano attività musicali con la guida di un esperto sviluppavano maggior capacità comunicativa e atteggiamento positivo, rispetto a chi sentiva musica in maniera passiva.

Altri studi hanno dimostrato l’efficacia delle lezioni di musica in età scolare, fino a sostenere un aumento dell’intelligenza nei bambini. L’ascolto di buona musica, come quella di Mozart e Beethoven, ha intuitivamente un effetto rilassante, ma, a meno che non la si adoperi per un ascolto profondo come meditazione, non sortisce effetti così ampi come invece il praticare e cimentarsi con il canto o suonare uno strumento. E ora sappiamo che questo può e dovrebbe essere fatto anche per i più piccini.

 

by Wenz

cfr. C. Gaviraghi, Tutto il bene delle lezioni di musica in culla, http://www.corriere.it/salute

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