Musica, matematica e Beethoven

beethoven e matematicaLa matematica, che molti hanno odiato a scuola, è alla base di tutta la vita e la musica ne è la rappresentazione sonora. Questo simpatico video didattico mostra i  rapporti matematici grazie ai quali si possono generare emozioni.

La matematica è davvero ovunque, ed è logico che sia così, dato che tutto ciò che esiste è vibrazione, e quindi una forma d’onda. I rapporti matematici, che si possono trovare a partire dalla replicazione del DNA fino ai movimenti delle stelle, sono contenuti anche nelle vibrazioni del suono e quindi della musica. Ad esempio in questo video avvertiamo la sensazione di come possono essere viste le funzioni sonore, anche senza ascoltarle, un pò come faceva Beethoven quando componeva anche se era sordo. Sopratutto nella parte finale della sua vita, il famoso compositore tedesco divenne completamente sordo, ma potè comunque comporre musica con una grande espressività. Come fece? Semplificando possiamo dire che i rapporti matematici erano così ben presenti nella sua mente che riusciva comunque a riportarli nelle sue composizioni. Ad esempio l’accordo di RE arpeggiato nel “Chiaro di Luna”, la famosa Sonata per pianoforte di Beethoven, è formato da tre note che hanno una precisa proporzione matematica: RE, FA# e LA. Ad ogni due cicli di RE corrispondono due cicli e mezzo di FA# e tre di LA, in modo che queste note si dicono consonanti (Inoltre l’accordo di RE ha anche una natura molto speciale se lo intoniamo a 288 Hz). Comunque la magia di Beethoven sta nel dosare questa consonanza e modularla a suo piacimento con dissonanze che creano tensione nell’ascoltatore. Alla fine la musica classica non è altro che tensione e risoluzione con relativo senso di pace e tutte le varie sfumature che si possono creare dosando questi elementi con maestria.

Enzo Crotti (Wenz)

Autore

by Wenz
(musicista, comunicatore)

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