432 Hz: due diversi approcci

1 luglio 2011 2 Di Enzo Crotti
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accordatura a 432 Hz, diversi approcciL’adozione dell’accordatura a 432 Hz per la nota LA, utilizzata già da G. Verdi e altri illustri compositori del passato, è molto discussa in quanto c’è chi sostiene che nella musica non sono importanti le frequenze in assoluto, ma le differenze tra le singole altezze delle note. Ci sono invece molte persone che credono che la frequenza non sia utile solo per la piacevolezza dell’ascolto, ma anche per le risonanze che genera e che possono essere più o meno in sintonia con le frequenze caratteristiche della biochimica di chi ascolta.

 

In questo senso ci sono due movimenti principali, quello dello Schiller Institute, che rappresenta il mondo della musica classica e acustica, e quello iniziato da Ananda M. Bosman, denominato AUMega Music Revolution. La differenza tra i due è che mentre il primo si accontenta di abbassare l’attuale intonazione standard da 440 Hz a 432Hz, l’altro propone anche l’utilizzo di una diversa scala per tutti i rapporti tra le varie note.

Le ricerche di Bosman, di cui ho già parlato in un precedente articolo, lo hanno portato a sostenere che non solo è importante la frequenza di partenza, ma che anche tutte le altre frequenze dovrebbero seguire una particolare scala, da lui creata, che rispetti i numeri del Pentaedro di Siepinski: 36, 54, 72, 108 e 144, che sarebbero la rappresentazione della matematica dell’8, frequenza fondamentale alla base della vita. In questo modo non solo la nota LA, ma anche tutte le altre sarebbero una naturale conseguenza della biochimica presente nel nostro pianeta, e quindi produrrebbero una musica più “salutistica”, in quanto capace di “rigenerare” l’organismo dell’ascoltatore.

Per adottare quest’accordatura e intonazione delle note, si presenta un problema, giacché solo un sintetizzatore o un computer possono facilmente cambiare i parametri delle note. Quindi per ora il movimento AUMega produce solo musica elettronica. Per gli strumenti acustici, l’unica cosa fattibile è accordarsi a 432 Hz, e mantenere i rapporti della scala equabile. Per questo lo Schiller Institute non ha abbracciato le teorie di Bosman, perché significherebbe riprogettare gli strumenti esistenti da capo. Chissà, forse un giorno potrà esistere un’orchestra che produca musica “olistica”, cioè in perfetta sintonia con la nostra natura. Io sarei d’Accordo!

by Wenz

Per approfondire:
432 Hz, Storia e Considerazioni

 

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