Sant’Agostino e la musica…

pensiero musicale di sant'agostinoAgostino d’Ippona, il noto santo padre fondatore della chiesa cattolica, è stato probabilmente «il massimo pensatore cristiano del primo millennio e certamente anche uno dei più grandi geni dell’umanità in assoluto» (Antonio Livi). La musica ricopre un ruolo preminente nel suo pensiero, tanto che egli le dedicò un’opera in sei volumi dal titolo appunto “De Musica”.

L’importanza attribuita alla “scientia” (così era considerata la musica all’epoca) da Sant’Agostino, è sia filosofica sia teologica. Iniziò il “De Musica” poco dopo la sua conversione, quando, secondo alcuni storici della filosofia, la sua conoscenza era ancora in fase di formazione. Comunque l’opera fu terminata in età matura con il sesto libro, e qui si possono notare differenze nel percorso compiuto dal santo.

All’inizio la sua visione della musica era puramente ritmica e scientifica, si parla quindi di metro musicale. La musica era una pratica al servizio del contesto in cui era usata, vista similmente alla matematica. Anche se non le vengono attribuiti effetti filosofici più profondi, si evidenzia che nella musica la pratica e la teoria si sviluppano entrambe dall’esperienza e viene sottolineato il ruolo importante del silenzio.

L’Agostino teologo dell’età più matura, riprenderà il discorso sulla musica, grazie alle conoscenze e alla saggezza conquistate, e le attribuirà un valore più profondo, che supera la matematica delle sfere arrivando alla contemplazione dell’amore di Dio. Si nota un elemento nuovo nell’unità della musica, che prima non le era stato riconosciuto: il Mistero. La musica diviene così “sacra”, nel senso che se dai numeri arriva a Dio, può anche pretendere di passare dallo “iubilus” all’esperienza.

 

by Wenz

 

Per approfondire:

Antonio Livi, Storia Sociale della Filosofia, Società Editrice Dante Alighieri

Flaviano Patrizi, La musica in Sant’Agostino

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