Compassione: nobile sentimento quasi dimenticato

Gesù e la compassioneLa parola “compassione” ha un’origine molto alta, essendo una forma d’amore che avvicina a Dio. Eppure questa società un po’ distratta ne ha cambiato completamente l’uso, trasformandolo quasi in una cosa negativa. Riflettiamo su cosa dovrebbe essere il significato della parola compassione.

 

Nel meraviglioso Discorso della Montagna, Gesù ci dice: “Beati quelli che hanno compassione degli altri: Dio avrà compassione di loro”. Eppure, se ci pensiamo bene, oggi si usa questa parola anche con significati negativi, come quando si dice “quella cosa fa compassione” oppure “mi fai compassione”. Anche nel migliore dei casi compassione è sinonimo di “pietà”, un sentimento che sottintende una distanza e due piani differenti tra le persone coinvolte.

Le parole sono spesso molto più profonde di quello che ne pensiamo, e la loro etimologia è spesso portatrice del vero messaggio che dovrebbe essere compreso per il loro utilizzo. Ad esempio Com-pas-siò-ne viene dal latino: [cum] insieme [patior] soffro. Quindi s’intende una volontà di condividere le sofferenze altrui, intesa come forma d’amore elevata, ecco il vero significato della parola compassione. E’ un modo di vivere i dolori altrui molto difficile da raggiungere, perché presuppone un’immensa pace interiore.

Solo un Buddha, Gesù, San Francesco o altri santi come loro, possono riuscire nella più alta fioritura dell’amore, che è la vera compassione. Noi persone comuni siamo troppo legate alla materialità della terra e restiamo sempre ancorati al corpo fisico, per cui possiamo provare amore, anche molto intenso ed elevato, ma sarà sempre velato di desidero terreno, non sarà veramente libero.

Il desiderio, o il bisogno, ci accompagnano sempre in ogni cosa, anche quando amiamo. Ma la vera compassione comincia quando cade il desiderio, cioè quando la condivisione del dolore provoca gioia senza nessun altra aspirazione che non sia quella della compassione stessa. E’ una passione che si trasforma in qualcosa di più elevato, che è una meta da raggiungere già di per se stessa. Chi trova la vera compassione arriva alla sorgente originaria dell’amore, come hanno fatto i Santi e i Maestri spirituali che sono passati sulla Terra per insegnarci ad aspirare a qualcosa di più alto, rispetto alle normali faccende quotidiane che ci accompagnano in questa vita.

by Wenz

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2 Commenti

  1. Cristina

    molto interessante, grazie per queste informazioni così preziose, che condivido pienamente.. e anche sul mio blog 😉 con i link a questo ovviamente 😉
    grazie…

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    1. Wenz (Autore Post)

      Non c’è di che, grazie per la condivisione

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