Musica – Linguaggio silenzioso

30 novembre 2010 2 Di Enzo Crotti
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Musica - Linguaggio silenziosoCome si esprimere un’esperienza profonda? Ad esempio l’amore, oppure la sensazione di completezza e beatitudine che si raggiunge con la meditazione? Credo che le parole in questo caso siano ben poca cosa.

Una gioia completa è indescrivibile, si può darne solo un’idea parziale spiegandola, però esiste un linguaggio che può riuscirci, o almeno arrivarci molto vicino. E’ la musica.

Essa può rivelare l’inesprimibile, poiché non ha significato, parla direttamente al cuore di chi l’ascolta e ogni persona la può sentire a suo modo.

Chissà che gioia hanno potuto provare i primi uomini che hanno espresso le proprie sensazioni attraverso la musica. Sicuramente sarà stata una rivelazione esaltante il capire che senza la parola si potesse esprimere anche di più.

Qualcuno si chiederà come faccia la musica ad avere questo potere.
A mio parere si tratta di un insieme di qualità:
Le doti fisiche del suono, che attraverso la vibrazione possono interagire con il nostro corpo materiale (vedi la Biopsicofonica ad es.).
Ci sono poi delle doti puramente psicologiche, che possono imitare il silenzio nella mente.
Il silenzio è importante, perché permette di concentrarsi senza distrazione e così arrivare ad avvertire cose che altrimenti non potrebbero essere rilevate. Questa è la meditazione. La musica è composta sì di suoni, ma anche di silenzi e pause tra un suono e l’altro. E’ per questo che è affine al silenzio, perché esso ne è una parte fondamentale.
Allora la musica, grazie alla sua assenza di significato, alla fisicità delle vibrazioni sonore e al contenuto di silenzio, è in grado di arrivare molto in profondità, come fosse una chiave per la nostra mente.

(articolo ispirato agli insegnamenti del maestro Osho)

By wenz

 

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