Canto: potere meditativo e spirituale

5 luglio 2011 2 Di Enzo Crotti
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canto, spiritualità e meditazioneIl suono prodotto dalla voce esiste in tutte le culture antiche e presenti, ci appartiene perché risuona in noi, si amplifica nei nostri organi e nelle cavità del nostro corpo, giocando e rimbalzando al nostro interno.

 

Pensiamo al canto religioso o spirituale, a come crea un punto di connessione tra la realtà e la sacralità che la permea. Pensiamo alla natura, e a com’è possibile udire melodie e canti prodotti dagli animali, dal vento, dal mare, o dagli alberi.

Da sempre il canto è stato utilizzato per guarire le persone fisicamente (ad es. nada yoga), per lo spirito (canti rituali), per alleviare le sofferenze (canti di lavoro), scandito i ritmi della vita (primavera, raccolto nei campi, battesimi, matrimoni, funerali, ecc.).

La preghiera, quando è unita al canto, è molto profonda e vibra al nostro interno riuscendo ad arrivare a cambiare la nostra chimica. Se il corpo è coinvolto interamente nel canto, lo spirito cresce con esso e diventa un tutt’uno.

Un bambino è influenzato dal canto della madre, perché l’udito è il primo senso che si sviluppa. Anzi, per chi crede nella reincarnazione, esiste una memoria inconscia che collega la coscienza di tutte le vite vissute e che una cosa profonda come le vibrazioni del canto e della meditazione, può recuperare.

Se, come in altri articoli è stato spiegato, la vibrazione sonora ha poteri effettivi sulla materia e quindi sul nostro corpo, allora il canto diventa la forma di sviluppo di queste qualità per eccellenza e, quando unito alla meditazione, ne amplifica le proprietà.

by Wenz

 

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