Cartesio e la Musica

18 Gennaio 2019 0 Di Enzo Crotti

Cartesio e la musica

Il filosofo della ragione Cartesio scrisse anche un trattato musicale per studiare il suono e comprendere per quale ragione esso ci commuove. La ricerca della qualità emotiva della musica è una delle missioni di molte scuole olistiche che si occupano del suono. Vediamo cosa sosteneva Cartesio a proposito di musica.

Trovare le motivazioni che rendono emotiva la musica è stato motivo di dibattito nella storia, come per esempio la discussa “teoria degli affetti“, di cui parlo anche nel mio libro “Musica a 432 Hz integrale“, i cui sostenitori volevano appunto dimostrare le caratteristiche emotive della musica. Per Cartesio in effetti la musica aveva una motivazione razionale e giudicabile, che egli riscontrava nella matematica che sta alla base del rapporto tra i suoni.

La percezione del suono e delle sue componenti emotive non doveva per Cartesio essere ricercata nella componente del gusto, troppo effimera e legata alla cultura del soggetto, ma piuttosto nella semplicità dei rapporti matematici tra i suoni. Ecco che possiamo quindi individuare un parallelismo tra il pensiero del filosofo e i sostenitori della musica a 432 Hz, sopratutto se integrale, e quindi basata il più possibile su un approccio matematico e geometrico.

L’oggettiva perfezione della composizione è nei ritmi semplici e nelle consonanze dei suoni dati da rapporti matematici semplici. Ad esempio il rapporto di ottava (2/1) oppure il rapporto di quinta (3/2), cioè quelli principali nell’accordatura pitagorica. Lo dice Cartesio nel suo “Compendium Musicae“, pubblicato postumo, in cui egli sostiene che i rapporti musicali basati sui numeri più semplici (2, 3, 4, 5) sono quelli più efficaci per la musicalità del brano. Tali rapporti si possono riscontrare tra i suoni, tra le durate del suono e tra nella costruzione e struttura del brano, purtroppo non nella scelta timbrica, che perciò è vista da Cartesio come proprietà secondaria.

La perfezione della composizione è qualcosa che avvicina a Dio, solo essere perfettissimo. In questo senso l’unica arte che può accostarsi alla perfezione del creato è la musica, che può esprimere in piccolo la sinfonia delle incredibili consonanze presenti nell’Universo.

Alla luce di questo pensiero molto razionale ma allo stesso tempo convinto della divinità della musica, vi lascio con un brano che si basa completamente su rapporti matematici semplici e accordato sulla risonanza di Schumann, la frequenza armonica della Terra. Buon ascolto.


“Autumn on Earth” – Musica, matematica e risonanza di Schumann


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