Musica come terapia, fa camminare malati Parkinson

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Il segreto nel ritmo, annuncia esperto tedesco a convegno Brescia

Musica come terapia, fa camminare malati ParkinsonBRESCIA  – Uno, due, uno, due. E anche il malato di Parkinson, quando ha improvvise rigidita’ muscolari, con la musica riprende a muoversi e a camminare. Il segreto e’ nel ritmo. Parola di Klaus Von Wildt, docente di Neurochirurgia e Neuroriabilitazione all’Universita’ di Munster, intervenuto all’ 8/o Simposio Internazionale sulla Riparazione e Rigenerazione sperimentale del midollo spinale, organizzato dalla Fondazione Brunelli a Brescia.

”Il rapporto fra musica e mente – spiega Wildt – non e’ nuovo, basti pensare alla ‘ninna nanna’ che calma e fa addormentare i neonati. Nuovo e’ il fatto che oggi ci se ne serve per curare. Perche’ si e’ scoperto che la musica ha un percorso proprio per raggiungere il cervello, e’ la sola lingua che riesce a dare emozioni. Per questo e’ importante considerare la musica a scopo terapeutico. ‘musicoterapia”’. Il professore parla pero’ della musica sempre intesa come ritmo. ”Prima il ritmo – dice – poi la melodia, infine la parola, che non ha lo stesso effetto, perche’ e’ una forma musicale diversa e piu’ complessa”. Lo strumento musicale migliore e’ dunque quello che meglio segna il ritmo: il tamburo. ‘

‘O anche il metronomo – suggerisce Wildt – Infatti, quelli che hanno difficolta’ di deambulazione, con l’uno-due del metronomo riescono a camminare. Anche il parkinsoniano trova benefici dal ritmo. Questi pazienti che hanno rigidita’ che a volte li immobilizza, al suono di un ritmo ballano. Per i pazienti che si irrigidiscono mentre sono per la strada e non possono piu’ camminare, il suggerimento e’ di mettersi a contare. E cominciano a muoversi”. ”Del resto – ricorda ancora il neurorianimatore tedesco – la musica raggiunge tutti: il paziente in coma sorride e piange quando gli viene fatta ascoltare la musica che in qualche modo lo riguarda. La musica di Mozart tranquillizza il feto perche’ ha un ritmo simile a quella del cuore della mamma. E quando il bambino nasce, impara a riconoscere il suono della voce della mamma da quello della voce di tutte le altre donne. Questo perche’ la musica e’ dentro di noi”.

 

Articolo tratto da ANSA.IT

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