Musica “Naturale”

6 luglio 2011 3 Di Enzo Crotti
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Suoni della naturaVi siete mai domandati come mai i “canti” di alcuni animali sono piacevoli da ascoltare?  La risposta è che anche gli animali utilizzano gli stessi meccanismi dell’uomo per produrre le loro “musiche”.

 

Le megattere cantano lunghe sinfonie, i tordi usano addirittura la stessa scala dell’uomo, i gibboni cantano in coppia tra maschi e femmine. Per chi si occupa di bioacustica, gli uomini possono imitare e apprezzare queste produzioni musicali del mondo animale, perché alla base della musica e dei suoni ci sono meccanismi “universali”.

Il popolo Inuit, per esempio, ha inserito nei propri canti tribali le “canzoni delle megattere” ascoltate attraverso la carena dei Kayak; le tribù degli Hutu e dei Tutsi hanno incorporato per secoli il canto a bassa frequenza degli elefanti nelle loro canzoni e nelle leggende.

Tutte le specie emettono suoni vari per comunicare tra i propri simili, e tutti questi suoni, sommati nell’habitat dove vivono gli animali, costituiscono quello che viene detto un “paesaggio sonoro”. Così i suoni del mare sono differenti da quelli della palude, della foresta, della montagna. La varietà di questi suoni è sorprendente, ma lo è ancor di più il loro scopo e la qualità dell’esecuzione, che in alcuni casi, si configura come un vero e proprio concerto.

Non si tratta quindi solo di cinguettii, miagolii, ruggiti, ecc. Alcuni animali usano i canti per l’accoppiamento, come in molte specie di uccelli, o per rinsaldare il legame di coppia, come nelle averle africane. In alcuni casi il canto serve a rassicurare i figli, oppure a tenere compatto il gruppo mentre si nutre. In alcune specie, come lo scricciolo dorsostriato dell’America meridionale, maschio e femmina fanno coppia fissa, e difendono insieme il territorio, cantando a note alternate: sembra che canti un solo uccello ma, in effetti, sono due.

Insomma, il canto non è esclusiva dell’uomo, ma è una caratteristica comune di molte specie che abitano assieme a noi sul pianeta Terra. E tutti si basano sugli stessi principi nelle loro “composizioni”, anche se non consapevolmente magari, ma comunque sempre su ritmo, altezza e timbro, che sono gli elementi fisici che rendono il suono comprensibile all’ascolto.

by Wenz

cfr. La musica della natura, M. Ferrari, Focus

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