Consapevolezza? Capiamo meglio il suo significato

19 settembre 2010 6 Di Enzo Crotti
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capire meglio la consapevolezzaMolti di voi si domanderanno cosa significa consapevolezza e che utilità può avere essere consapevoli nella vita quotidiana? Vediamo di rispondere a queste domande sulla consapevolezza.

 

Nel nostro modo di essere non tutto è evidente come alcuni possono credere, molto di ciò che avviene nella nostra mente, nel nostro modo di pensare e di comportarci è a livello inconscio. Ciò significa che non siamo noi, in maniere vigile e responsabile, a determinare tutte le scelte che facciamo. Forse questo a qualcuno risulterà un po’ difficile da comprendere, ma per chi studia la mente, mi riferisco ad uno psicologo o psichiatra, non lo è. Recenti scoperte in campo medico sono andate addirittura oltre.

La ricerca ha permesso di stabilire che molte delle nostre decisioni in realtà non le prendiamo noi direttamente, ma una sistema “pilota” presente nel nostro corpo decide prima che noi ne possiamo esserne al corrente. Si tratta di tempi molto veloci, dell’ordine di un decimo di secondo, ma di fatto è proprio così.

Un esempio per capire meglio

Siete in prossimità di un semaforo, scatta l’arancione e poi il rosso, per cui decidete di frenare. Bene, fino a qui tutto normale, secondo la logica avete visto il rosso e in seguito avete comunicato il segnale al vostro piede di premere il freno. Il problema è che sperimentalmente si è verificato che non è così. Guidiamo per molte ore nella nostra vita, quindi è un’azione che ripetiamo spesso, quasi in maniera automatica, potreste pensare. Sappiate che pensate proprio bene! Siamo talmente abituati a farlo che non pensiamo alle manovre che compiamo: cambia la marcia, premi la frizione, vedi il cartello, dai la precedenza, metti la freccia, ecc.Sappiate allora che molto di quello che facciamo in maniera “automatica”, lo facciamo proprio come dei robot. E questo lo si è potuto stabilire scientificamente. Vediamo come.

Torniamo al piede che frena. Attraverso sensori applicati opportunamente per verificare le zone del cervello che si attivano in questa attività, è stato possibile stabilire che l’ordine di attivazione non è quello più logico. Prima si attiva la zona del cervello che manda l’impulso al freno di frenare, poi arriva quello del sistema visivo che mette il cervello al corrente che il semaforo è rosso. E questo esperimento è stato ripetuto per molte altre attività.

Consapevolezza o giustificazione?

La conclusione è che in realtà molto spesso non prendiamo vere e proprie decisioni consapevoli, ma giustifichiamo piuttosto qualcosa che ci è stato imposto dal nostro “pilota interno”. In altre parole diciamo che abbiamo premuto il freno perché abbiamo visto il rosso, ma prima ancora di vederlo avevamo già deciso di frenare, quindi qualcosa ci ha baipassati decidendo prima di noi. Com’è possibile che avvenga ciò, vi starete chiedendo. Ebbene non è così difficile la spiegazione.

Quando ripetiamo un’attività diverse volte, nella mente si crea una specie di binario preferenziale per quel particolare tipo di impulso celebrale. Quindi, prima ancora di esserne coscienti, l’impulso segue lo schema ripetuto in precedenza, ed ecco che si verifica l’azione.
Forse penserete che non c’è nulla di male in tutto ciò, ma non è proprio così. Agire come robot, giustificando le scelte dopo che sono avvenute, può andare bene per guidare l’auto, ma non è efficace in tutte le situazioni della vita, perché non tutto si ripresenta alla stessa maniera. L’ideale è essere molto versatili e riuscire ad adattarsi meglio ai vari casi. Per fare ciò occorre letteralmente “rompere lo schema”. Questo concetto gli yogi lo sapevano anche senza la ricerca scientifica, che in questo caso non fa altro che confermare quello che con l’esperienza millenaria dell’uomo si era già appreso.

Diventare consapevoli significa essere vigili, significa allenare la mente ad essere più veloce del nostro pilota, del nostro inconscio, significa prendere davvero la propria vita in mano e non essere semplicemente un robot, con tutti i suoi limiti.

Prossimamente continuerò a parlare di questo argomento, cercando di fornire piccoli esercizi di meditazione che aiutano l’uomo a crescere e a vivere meglio.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, lasciate pure un commento, oppure chiedete se avete dei dubbi.

 

Cfr. Consapevolezza: qual è il suo significato?

 


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