Ascolto profondo: rinforziamo le nostre “radici”

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Meditare con la musica: rinforziamo le nostre "radici"Ricollegandomi all’articolo sull’ascolto musicale pubblicato qui il 24 ottobre (che consiglio di leggere prima di questo), oggi voglio soffermarmi su quella particolare parte di noi che viene definita “radici” e sulla musica più adatta per rafforzarne la consapevolezza.

 

Il contatto con la terra, quell’ancestrale lato di noi che ci deriva direttamente dalla nostra storia, sono le nostre “radici”. La nostra forza vitale per poter “camminare da soli” e sopravvivere nel mondo, è rappresentata dalla parte inferiore del nostro corpo: piedi, gambe e bacino. Se questa “base” non è in equilibrio, anche il resto ne soffre, perché è impossibile costruire qualcosa, se il punto di partenza è poco affidabile.

La musica che permette di entrare in contatto con questa parte è fortemente ritmata. Siamo quindi nel regno degli strumenti a percussione, dalle maracas, alle congas, ai timpani fino al pianoforte. Pensiamo alle musiche tribali, oppure ai ritmi del carnevale brasiliano, difficilmente sentendo queste ritmiche si rimane indifferenti, diventa impossibile restare fermi.

Sono consigliate le musiche etnico tribali, ma anche brani fortemente ritmati di pianoforte. Mi viene in mente un brano di Keith Jarrett che è perfetto, di cui allego il video. Se l’ascolto di musiche ritmiche fa già parte della natura di una persona, potrebbe essere che le sue “radici” sono già sviluppate, e che questa sia una via privilegiata per aumentare la propria consapevolezza con la musica.

Attraverso le percussioni possiamo trovare anche l’analogia con il battito del cuore umano, il primo ricordo dell’intimità uterina. Ecco un altro motivo per cui l’ascolto profondo degli strumenti a percussione ci porta a sentire il nostro potenziale e ad aumentare le nostre capacità di sopravvivenza, facendoci “reggere sui nostri piedi”.

Per l’ascolto profondo sulle “radici”, seguite le istruzioni che trovate in quest’articolo, e cercate di concentrarvi sulle parti del corpo che sono in contatto con la terra, che servono per sostenere il nostro cammino. Sentite le sensazioni che vi derivano dalla musica, quando la vostra attenzione è indirizzata sui piedi, le gambe e il bacino.

Bene, allora buon ascolto profondo con le percussioni africane, i ritmi di K. Jarrett al pianoforte e del carnevale brasiliano.

by Wenz

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2 Commenti

  1. silvia

    Il brano di Keith Jarrett e’ semplicemente fantastico! Prima mi e’ venuto da piangere e poi mi sono sentita cosi’ leggera! Fantastico

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    1. Enzo Crotti (Autore Post)

      E’ un brano che contiene un’energia eccezionale! Guarda solo come lui è immerso nella sua musica, secondo me è pura magia questa!

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