Universo: più lo comprendiamo e più l’avevamo compreso

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Universo: più lo comprendiamo e più l'avevamo compresoLa scienza tradizionale non è molto propensa a parlare dell’universo come di un sistema estremamente complesso di forme d’onda. Eppure, per sua stessa ammissione, essa comprende solo una piccola parte dei fenomeni esistenti.

 

Chiunque propone nuove concezioni, come la teoria delle superstringhe, trova ostilità provenienti dal mondo accademico, eppure la stessa teoria della relatività di Einstein (perché di una teoria si tratta), viene presa per buona da questi stessi professori, nonostante non sia mai stata dimostrata. Anzi proprio recentemente è stata minata da un esperimento al Cern in Svizzera.

La visione di un universo piatto e lineare come pensava Newton è naturalmente completamente fuori contesto, e la fisica quantistica ha dimostrato l’esistenza di più universi paralleli. Inoltre, visto che un elettrone non è altro che la somma di forme d’onda, e che la differenza tra un elemento chimico e una galassia è solo quantità di forme d’onda in essi contenuti, la visione di un universo fatto di vibrazioni intrecciate in maniera coerente tra loro prende sempre più piede.

Al momento la comprensione migliore che abbiamo descrive l’universo come uno spazio formato da n-dimensioni, organizzate in vibrazioni, i cui effetti sono le forze che agiscono sulla materia esistente. Il bello è che l’antica visione cosmica del Nada Brahma, contenuta nei Veda, è praticamente identica a questa nostra comprensione che si è sviluppata in secoli di storia.

Ora io mi domando: se noi abbiamo impiegato tutto questo tempo e la nostra tecnologia per arrivare a qualcosa che è contenuto in testi sacri di oltre 3000 anni fa, da dove veniva questa profonda conoscenza che aveva chi li ha scritti?

Forse è qualcosa che può essere individuato anche senza i nostri mezzi tecnologici, in maniere spirituali o mistiche… chissà…

 

by Wenz

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