Max Roach

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Se un musicista si può proporre a modello per le tante qualità che possiede (non solo musicali) questo è proprio Max Roach. Oltre alla grande abilità tecnica e musicale, si è sempre prodigato per il miglioramento della condizione delle persone di colore negli Stati Uniti, rispecchiandone le lotte anche nella propria musica.

La sua impronta stilistica è innovativa e particolare, una risultante tra diverse tecniche nelle quali trova ampio spazio l’indipendenza tra le mani e i piedi, il senso ritmico preciso e l’uso di differenti colori dati dai tamburi e da varie superfici che vengono percosse. Il fraseggio è poi molto vario, tanto da permettergli di potersi esibire in interi concerti da solo.

Le sue collaborazioni sono storiche, come quelle con C. Parker, B. Powell, D. Gillespie e M. Davis, ma ancor di più è stato importante il sodalizio con Clifford Brown alla tromba, col quale ha realizzato capolavori nell’ambito del genere musicale dell’Hard Bop. La prematura scomparsa di Brown è stato sicuramente un grande shock per Roach, che comunque ha potuto continuare ad altissimi livelli, proseguendo a incidere con Kenny Dorham e il grande saxofonista Sonny Rollins, tra gli altri, e collaborando con autori di grande talento, come George Russell.

by wenz

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