Chi si accontenta gode… forse!

Chi si accontenta gode... forse!Conoscete il famoso detto: “Chi si accontenta gode?”. Oggi stavo riflettendo su queste parole è mi è venuto in mente che generalmente in pochi si accontentano, e questo potrebbe anche essere un bene. Mi riferisco al fatto che non accontentarsi, può diventare uno stimolo al miglioramento, e cioè a ricercare qualcosa in più. In altre parole si tratta di ambizione.

 

La domanda è: di cosa non bisognerebbe essere contenti e cercare di migliorare? Forse ci concentriamo su qualcosa di sbagliato: la carriera, i beni materiali, il prestigio o cose del genere. Generalmente si dice che sono cose che non danno la felicità, e tutti sorridiamo.

Sorridiamo perché in fondo sappiamo bene che è così. Basta vedere il mondo che ci circonda, basato su questi principi. Si sta sgretolando sotto i nostri occhi, perché le sue basi sono superficiali e insostenibili. Tutti ci accorgiamo che inseguiamo qualcosa di sbagliato, ma non riusciamo a fermarci. Perché?

Perché non vogliamo ammettere che in realtà non dobbiamo accontentarci di quel che siamo. Intendo del nostro complicato modo di essere che diamo per scontato sia giusto così. Oppure che non abbiamo l’energia e la voglia di cambiare. Così, invece di realizzare le nostre potenzialità interiori, ci concentriamo sull’esterno, magari sacrificando molto di quello che in fondo ci interessa per non si sa bene quale meta da inseguire. In altre parole nasciamo come futuri uomini, ma non lo diventiamo perché siamo distratti da cose che non sono la nostra realizzazione di uomo.

Forse sarebbe il tempo che tutti facessimo una pausa. Che riconsiderassimo le nostre pretese e ambizioni esteriori per ricostruire quello che siamo davvero. Superando le superficialità, le paure, le perversioni e le lacune etiche.

Vi lascio con una domanda: dove vogliamo andare se permettiamo a chi è pieno di problemi interiori e di meccanismi personali sbagliati, di governarci e di decidere il nostro futuro?

E’ tempo che ognuno di noi si assuma la propria responsabilità personale, che diventa poi la responsabilità collettiva di tutti. Per farlo cerchiamo di accontentarci un po’ di più di quello che costruiamo al di fuori, ma un po’ meno di quello che siamo dentro, cercando così di migliorare noi stessi.

(articolo ispirato agli insegnamenti del maestro Osho)

by Wenz

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