Sant’Agostino e la musica…

Agostino d’Ippona, il noto santo padre fondatore della chiesa cattolica, è stato probabilmente «il massimo pensatore cristiano del primo millennio e certamente anche uno dei più grandi geni dell’umanità in assoluto» (Antonio Livi). La musica ricopre un ruolo preminente nel suo pensiero, tanto che egli le dedicò un’opera in sei volumi dal titolo appunto “De Musica”.

L’importanza attribuita alla “scientia” (così era considerata la musica all’epoca) da Sant’Agostino, è sia filosofica sia teologica. Iniziò il “De Musica” poco dopo la sua conversione, quando, secondo alcuni storici della filosofia, la sua conoscenza era ancora in fase di formazione. Comunque l’opera fu terminata in età matura con il sesto libro, e qui si possono notare differenze nel percorso compiuto dal santo.

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Ascolto profondo sul centro: Sinfonia degli addii (Haydn)

Oggi vi propongo, per la pratica dell’ascolto profondo sul proprio centro, questa nota sinfonia del compositore austriaco Franz Joseph Haydn.

La Sinfonia n. 45 in Fa diesis minore è detta anche “Sinfonia degli addii”, e risale al 1772. Il motivo è che nell’esecuzione dell’adagio finale i musicisti a turno smisero di suonare e l’esecuzione venne portata a conclusione solo da due violini. Con questo finale il compositore indicava in maniera allusiva al principe il desiderio dei musicisti di ritornare a casa ad Eisenstadt, dov’erano rimaste molte delle loro famiglie.

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Osho: l’amore è la vera ricchezza

Esiste un’arte della ricchezza, l’unica vera ricchezza. E’ l’amore, tutte le altre sono fittizie, servono solo a riempire qualche vuoto che abbiamo: la nostra povertà. La vera arte è apprendere ad amare.

Alcune volte, anche se si è circondati da ricchezze, si può rimanere molto poveri, quasi dei mendicanti. Anzi, milioni di persone si trovano in questa situazione, perché non sanno più amare. Hanno dimenticato come si fa. Questa cosa è sconvolgerete, se pensiamo che tutti nascono con una grande energia d’amore.

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L’ascolto della musica preferita aumenta le prestazioni sportive

ScienceDaily (17 aprile 2012) — Che preferiate musica Classica, Death Metal o Jazz, l’ascolto della vostra musica preferita potrebbe migliorare la voglia di partecipare a competizioni sportive assieme alle prestazioni. Lo dice uno studio scientifico.

 

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Monaci di Gyuto: accordo a una voce

I monaci dell’istituzione monastica tibetana di Gyuto, assieme a quelli di Gyume, sono conosciuti al mondo per i loro tradizionale canto armonico, chiamato anche “accordo a una voce”. Si tratta di una forma di meditazione cantata tramandata dal fondatore del loro ordine monastico, però è possibile ascoltare il loro coro in esibizioni pubbliche in giro per il mondo.

Chi li ascolta riferisce che il loro canto intona una nota fondamentale così bassa da sembrare un ruggito di un animale, una nota incredibilmente profonda che non sembra neanche umana, attorno alla quale altre note armoniche risuonano come fossero “un coro di scolari in falsetto” (Goldman).

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Mantra, vibrazioni di benessere

Musica curativa e preghiere terapeutiche secondo l’antica saggezza

 

I mantra sono considerati molto più che una semplice "preghiera", ma un mezzo per ottenere benefici non solo spirituali

In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”, recita il Vangelo di Giovanni analogamente agli antichi testi indiani come il Rig veda: “In principio era Brahman presso cui era il Verbo e il Verbo era in verità Brahman”.
Questi concetti, espressi da migliaia di anni, altro non sono che la spiegazione di una nozione che gli scienziati cominciano a comprendere solo oggi: ossia tutto ciò che percepiamo attraverso l’utilizzo dei cinque sensi nient’altro è che energia che vibra. La materia, infatti, è l’espressione di una bassa vibrazione, ma pur sempre energia; mentre le emozioni e il nostro stato mentale, non sono altro che vibrazioni elevate.

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Il seme di dio è tra conoscenza ed essere

La conoscenza è un obiettivo inseguito da molti. Si ha quasi la sensazione che essa possa liberarci da qualcosa che ci opprime oppure riempire un vuoto. Eppure tradizionalmente si è sempre detto “Beato l’ignorante!”, vi siete mai chiesti il perché?

Nella visione di G. Gurdjieff, la conoscenza è qualcosa che riempie, ma il contenitore che viene riempito da essa è altrettanto importante. Esso è l’essere. Così se la conoscenza aumenta, lo può fare solo fino a un certo punto se non è accompagnata da una crescita dell’essere che la accoglie.

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Il Lambdoma e le frequenze che guariscono

Grazie alle esperienze e alle scoperte della Cimatica, sono stati messi appunto alcuni software e apparecchi che utilizzano le frequenze musicali per produrre effetti benefici su chi si sottopone al trattamento sonoro.

Ho già parlato in passato del lavoro del Dr. Peeter Guy Manners, della Biopsicofonica e del massaggio sonoro. In questo articolo vi propongo il lavoro di Barbara Hero chiamato Lambdoma (in inglese Labdoma Matrix).

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Ascolto profondo sull’emotività: Pavane pour une enfante defunte (Ravel)

La “Pavane”, dedicata da Ravel ad una danza a cui una piccola principessa ha potuto forse partecipare presso la corte spagnola in tempi passati, è una delle composizioni più note del compositore francese. La sua ispirata tendenza alle arie tardo romantiche e alla musica spagnola tipica degli inizi del ’900 è evidente, e anche se non fu molto amata da Ravel, è stata comunque apprezzata dal pubblico soprattutto per i colori toccanti dell’orchestrazione.

Il brano è molto profondo ed emotivo e ben si presta ad un ascolto che trasporti al contatto con le nostre emozioni.

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Linguaggio parlato e musica: cos’hanno in comune?

Per molte persone accostare la musica a un linguaggio non è così semplice, dato che i suoni musicali, privati della parola, non avrebbero apparente significato. Ma è così semplice oppure è solo una conclusione superficiale?

Probabilmente una società poco avanzata può ritenerla corretta, ma fortunatamente non è così. I componenti minimi del linguaggio (fonemi) non posseggono significato, lo assumono solo quando vengono assemblati per creare i morfemi, che sono appunto i più piccoli componenti del linguaggio parlato che hanno significato. Essi stessi si uniscono per creare parole o frasi.

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