L’uso del canto per produrre effetti riequilibratori e curativi sul corpo umano è noto in molte tradizioni e scuole misteriche. Un suggerimento su come utilizzare il canto a fini meditativi e terapeutici viene da Randal McClellan, che nel libro “The Healing Forces of Music” spiega una tecnica per agire sui chakra attraverso il canto di note in relazione armonica tra loro.
I chakra sono centri energetici sottili conosciuti da molte culture tradizionali umane. I principali sono sette, a partire dalla base della colonna verticale fino ad arrivare alla sommità del capo. McClellan cerca di abbinare ognuno di questi punti energetici ad altrettanti suoni in relazione armonica a partire da un suono di base. Questo è forse un argomento per persone che si intendono almeno un pò di musica, comunque vi basti sapere che la relazione armonica è espressa dalla serie degli armonici naturali che caratterizzano ogni suono di partenza.

Ritenendo l’Universo come una grande organizzazione di vibrazioni, ed essendo anche l’uomo il risultato di una complessa somma di vibrazioni, sembra logico pensare che possano esistere frequenze sonore capaci di curare o di avere qualche benefica influenza sulla salute umana. L’esperienza e la cultura suggeriscono però che non è proprio così.
L’ascolto della musica preferita attiva nel cervello aree che sono associate al senso di appagamento, aree che sono in funzione anche quando ci nutriamo o facciamo sesso. Quasi che anche la musica fosse un bisogno primario per l’uomo.
L’autore di queste musiche è un vero è proprio pioniere della guarigione attraverso il suono, Jonathan Goldman è infatti un musicista e scrittore vincitore di numerosi premi, da più di trent’anni impegnato nella diffusione della forza della vibrazione sonora.
Che il canto sia terapeutico lo sa bene anche la tradizione popolare, basta ricordare il famoso detto “Canta che ti passa”, ma lo sostengono anche numerose
Niente come l’opera musicale rende vera la famosa frase “Carpe Diem”, ossia la capacità di cogliere la meravigliosa magia del presente, senza lasciarsi distrarre dalle ammalianti promesse del futuro o dagli emotivi ricordi del passato.

