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Come suonare uno strumento migliora il cervello

suonare-benefici-cervelloLa stimolazione che avviene nel cervello di una persona che suona uno strumento musicale è molto vasta, probabilmente è maggiore di ogni altra attività. Questi video mostrano con efficaci immagini, i risultati degli studi fatti con la risonanza magnetica, in cui sono evidenziati gli effetti positivi dell’apprendimento di uno strumento musicale.

Suonare uno strumento, magari leggendo la musica, impegna e stimola praticamente tutte le arree del cervello. C’è l’area visiva, l’area motoria, i lobi occipitali e i lobi parietali, il cervelletto, l’ippocampo e la corteccia prefrontale. Da queste osservazioni gli scienziati hanno potuto dedurre gli enormi benefici che ha suonare uno strumento sul cervello umano.

Ma non è finita, perchè c’è da considerare che tutte queste stimolazioni coordinate mettono anche in collegamento entrambi gli emisferi, stimolando la creazione di molte connessioni neuronali, creando così una rete che migliora l’efficienza del cervello. Senza considerare poi il miglioramento della memoria, data dalla conoscenza di un repertorio musicale e dalle numerose implicazioni teoriche e armoniche insite nello studio di uno strumento musicale.

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Da Massimo Donà
un pensiero sulla musica e la filosofia

musica-filosofia-massimo-donàLa musica è filosofia suprema! Questo è lìinsegnamento dell’antica Grecia che ci è arrivato tramite gli scritti di Platone, il quale descriveva la musica come forma estrema di filosofia, perchè può esprimere l’inesprimibile. Anche il musicista jazz e filosofo Massimo Donà parla in termini simili riferendosi alla musica.

Riporto di seguito il pensiero di Massimo Donà sulla musica e la filosofia:

«Potremmo dire che si tratta di ambiti solo apparentemente ‘lontani’. D’altro canto, se è vero che la filosofia nasce come musica (si pensi solo alla dottrina pitagorica e all’influenza che essa ebbe sul sistema platonico), è anche vero che ogni argomentazione logica, o meglio ogni ragionamento, funzionano sempre e solamente in relazione alla “risonanza” effettivamente prodotta dal loro immediato significare. Mi spiego: cos’altro è la potenza argomentativa, se non la potenza ascrivibile a connessioni logiche e concettuali che risuonano l’una nell’altra secondo proporzioni e simmetrie perfette, e quindi capaci di incastrarsi secondo mirabili corrispondenze, come se ognuna scaturisse senza soluzione di continuità dalle altre? Insomma, qualsivoglia ragionamento sarà tanto più convincente, quanto più i legami da esso istituiti risulteranno necessari e non sostituibili. Per questo, forse, la filosofia anela, da sempre, « Leggi tutto

Lasciare accadere l’amore e la fellicità

amore-mente-felicitàL’abitudine prettamente occidentale di analizzare le cose, nell’approccio tecnico o scientifico, non funziona con tutti i processi che fanno parte della vita. La mente è solo una delle nostre componenti, per cui non può pretendere di arrivare dove arrivano ad esempio i sentimenti. Sarebbe come voler svuotare una vasca d’acqua con un martello. Non è lo strumento giusto!

Alcune manifestazioni del nostro essere vengono dal cuore, per cui analizzarle non porterà a niente, anzi, probabilmente interromperà i processi che stavano avvenendo grazie al semplice “immergersi” in essi.

Parallelamente se ascoltiamo un’opera musicale e tentiamo di analizzarla non godremo dei benefici della musica, perchè non ne saremo trasportati. Alcune volte l’unica cosa da fare è lasciarsi andare senza troppi pensieri e semplicemente lasciare che le cose accadano nel loro ordine naturale.

Ad esempio come mai potremo capire l’innamoramento? E’ un fenomeno che non dipende da leggi o teoremi mentali, ma che si svolge per se stesso. Se lo proviamo a studiare potremo arrivare a capire la chimica e i processi biologici che ne sono alla base, ma magari sarà sfuggito l’amore! La cultura potrebbe aumentare con lo studio, ma l’amore potrebbe mai aumentare con lo studio?

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CIMATICA – il Cymascope e la forma delle vocali

vocale cymascopeLa cimatica è lo studio del suono visibile le cui basi furono poste da Ernst Chladni, musicista e fisico tedesco ( 1756 – 1857). La parola cimatica,dal greco Kyma – grande onda, è stata coniata da Hans Jenny ( 1904-1972) un medico svizzero e studioso di scienze naturali, per descrivere il suono visibile.

Una delle scoperte più affascinanti che fece Jenny fu che quando venivano pronunciate le vocali in ebraico e sanscrito attraverso il fonoscopio, strumento a fiato da lui inventato, venivano riprodotti i modelli reali delle stesse vocali. Questo però non si verificava pronunciando le lingue moderne. Tutto ciò portò a pensare che ci potesse essere qualcosa di vero nel concetto di “lingua Sacra”. Una vera e propria ragione fisica per cui la recitazione di mantra e testi sacri potessero avere proprietà curative vere e proprie.

Cymascope

cymascope

Cymascope

Il Cymascope è un nuovo tipo di strumento scientifico, che rende il suono visibile. E’ stato creato da John Stuart Reid, ingegnere acustico, e dal progettista americano Erik Larson ispirandosi al lavoro di Ernst Chladni.

Viene utilizzato per lo studio visivo di suoni umani, animali, suoni dello Spazio e strumenti musicali.
Un Cymascope può anche essere usato in logopedia e per applicazioni di intrattenimento come fare musica visibile.

Grazie a questo strumento è stato possibile vedere per esempio che forma hanno le frequenze delle onde cerebrali e le vocali delle lingue moderne.

Frequenze onde cerebrali viste con il Cymascope

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La musica di Bach – da Pitagora alla meditazione

Johann Sebastian Bach all'organoSe vogliamo ricercare tra gli auori musicali chi ha realizzato la pura architettura della musica, come poteva pensarla Pitagora, senz’altro possiamo guardare al grande compositore tedesco Johann Sebastian Bach.

La musica di Bach è come un vortice matematico che ripiega su se stesso, si ripropone sempre diversa ma basata sempre sugl stessi concetti armonici. E’ un pò la realizzazione concreta di un pensiero fortemente matematico, iniziato dai compositori fiamminghi e culminato nelle celebri fughe e variazioni di Bach.

Bach è la dimostrazione che la pura matematica può diventare arte, certo, con le dovute eccezioni, ma queste “formule”, che nella teoria non hanno senso, diventano con questo compositore portatrici di emozioni, grazie all’arte della musica. Ecco una grande qualità della musica, e cioè di essere un ponte di collegamento tra la parte razionale e quella emotiva presente in ogni persona.

Le idee Pitagoriche di microcosmo e macrocosmo sono fedelmente riproposte anche da Bach che, come può fare il più grande architetto della musica, prende il più piccolo elemento e ne trasporta le caratteristiche in ogni parte della sua composizione, non riproponendolo mai perfettamente uguale, e rendendo così la fantasia libera di viaggiare tra le onde della musica.

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Toning con il “Tone Generator”

frequenze sonoreIl toning è una tecnica di vocalizzazione utile per la musica curativa. Si possono intonare scale, come nel Nada Yoga, ma anche frequenze specifiche per obiettivi specifici. Ma come intonare la voce su una specifica frequenza?

La cura del corpo attraverso le frequenze è utilizzata in molte pratiche di musicoterapia, come il massaggio sonoro, il toning, il Nada Yoga, il canto armonico, e altre. Esistono anche tabelle che elencano frequenze particolari per usi specifici, ad esempio per la salute di un organo specifico. Anche se non credo che tutte le frequenze indicate siano ottime per tutti gli individui, è inutile negare che esistono delle frequenze naturali, legate alla vita stessa che sono per forza simili per tutte le persone.

Ad esempio possiamo decidere di provare ad intonare le vocali U-O-A-E-I su una specifica frequenza, come 528 Hz, che è una frequenza indicata da Nicholas Caposiena come ottima per riparare il DNA e prevenire malattie degenerative. Dove troviamo questa frequenza se non abbiamo un CD che la contiene?

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Meditare con la musica classica
Ouverture 1812 di Čajkovskij

ouverture 1812 di ČajkovskijMeditare con la grande musica è possibile, quando questa diventa l’oggetto della meditazione. E’ una delle tecniche di meditazione di base, quella di concentrarsi su qualcosa in particolare cercando di eliminare tutto il resto. Proviamo allora a farlo con l’Ouverture 1812 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Cercare di controllare i pensieri della mente è uno dei mezzi per ottenere la meditazione. Una delle tecniche utili per farlo è quella di portare l’attenzione a un oggetto in particolare. La musica può essere molto utile in questo, soprattuto musica d’autore che richieda un ascolto impegnativo e quindi maggior attenzione.

Nell’ascolto profondo la musica dovrebbe agire come una guida per la nostra mente, catturando e focalizzando l’attenzione su qualcosa di particolare. Oggi voglio suggerirvi una tecnica interessante, che potete provare con la musica a programma. In particolare prendiamo in esame il poema sinfonico di Čajkovskij dal titolo Ouverture 1812.

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Il significato del Nirvana: “Essere o non essere”

fiamma del nirvanaIl significato letterale del Nirvana è un’immagine molto affascinante: “spegnere soffiando”. Come quando si soffia sulla fiamma di una candela per spegnerla, e la fiamma si estingue. Ma cos’è la fiamma e soprattutto cos’è il Nirvana?

La suprema illuminazione è il Nirvana per i buddhisti, il fine ultimo della nostra esistenza, cioè ricongiungersi con il Tutto. Soffiare sulla candela per spegnere l’ego, cioè quell’insieme di illusioni che ci porta a credere di essere un’entità separata dal resto della vita. L’ego stesso è un’illusione, che una volta raggiunto il Nirvana, scompare senza lasciare traccia di sé. Si estingue proprio come la fiamma di una candela dopo averci soffiato sopra.

L’ego è la causa delle agitazioni e delle ansie che caratterizzano la nostra esistenza, e quando scompare compare il silenzio, cioè lo stato giusto per poter sentire le melodie più divine. Prima l’ego riempiva la persona, ma dopo il Nirvana essa è un puro contenitore vuoto, pronto ad essere riempito dalle bellezze del mondo, che prima non avevano accesso all’anima.

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La terapia attraverso il suono di Igor Reznikoff

igor reznikoff

Igor Reznikoff

Igor Reznikoff è specialista nel canto cristiano antico e insegna la sua arte in numerosi Conservatori europei. Oltre ad aver fondato l’antropologia sonora, è anche un pioniere della terapia attraverso il suono.

La musica antica era più incentrata sulle frequenze e le caratteristiche umane e perciò era più curativa di quella moderna. Questo è il punto di vista di Igor Reznicoff, intervistato nel video qui sotto, durante il Congresso Mondiale di Yoga Tradizionale ad Assisi nel 2008. Credo che si riferisca al sistema temperato, cioè il modo in cui costruiamo le scale di intonazione della note attualmente, dall’epoca di Bach in poi, che ci permette di strutturare musiche magnifiche, ma che si allontanano un pò dalle necessità curative. Per questo il canto Gregoriano è più libero nell’intonazione, potendosi così adattare meglio alla scala aurea.

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Esercizio iniziale di canto armonico

canto e meditazioneIl canto armonico era una conoscenza custodita da mistici esoterici in passato, ma oggi, grazie alla sua diffusione da parte dei monaci tibetani di Gyume e Gyuto, tutti possono apprezzarne la bellezza e le doti curative e rilassanti. Ecco perciò un primo esercizio per avvicinarsi al canto armonico.

Diversi musicisti occidentali, come K. Stockhausen, M. Vetter o D. Hykes, hanno approfondito la tecnica vocale del canto armonico, cioè di quel modo di vocalizzare che mette in evidenza le armoniche superiori del suono.

Anche se non siete esperti cantanti, nulla vieta di fare pratica con questo tipo di emissione, per apprezzarne le doti musicali e curative. Ecco quindi un esercizio iniziale di canto armonico.

Prima di tutto dovete sapere che gli armonici sono già compresi in ogni suono che emettete con la voce, anzi, sono proprio loro che determinano il timbro della vostra voce. Ora si tratta di capire come mettere in evidenza alcuni armonici in particolare.

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